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La stravaganza |
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Un tavolino con due sedie ai lati, due telefoni. Un televisore acceso, nel quale vediamo fin dall’inizio l’immagine di Maria Ascella Maria Ascella: (NEL
BUIO LA TELEVISIONE ACCESA E’ COME UNA PIAGA) Ed è nel Medioevo dove tutto questo si risolve. I bestiari medievali,
(qualsiasi di loro), danno conto della logica del fatto. Essendoci
quattro elementi e esistendo animali di acqua, di terra e di aria, perché non
dovrebbe esistere un animale di fuoco? La salamandra, rappresentata
all’infinito come una lucertola tra le fiamme, è necessaria per equilibrare
l’ordine dell’universo. Perché il sistema continui a funzionare. Si pensava
che ad ogni scoppiettare dei legni, quando le scintille sembrano un gioco tra polvere da sparo e carminio, nasceva una salamandra, la sua vita durava quanto il falò, e la sua intelligenza era, ciò nonostante, più acuta di quella dell'uomo. Anche se era tanto effimera. Malgrado tutto, agli effetti di quello che andremo a descrivere, è il basilisco l’animale che più ci interessa. Si diceva che era temibile, e che il suo sguardo era capace di uccidere. Solo lo si poteva uccidere avvicinandosi da dietro, evitando il suo fetido sguardo mediante uno specchio a manico. Dopo averlo ucciso, lo specchio doveva essere distrutto e i pezzi sotterrati lontano dai pollai. Perché si credeva che il basilisco nasceva nei pollai. Si poteva avere la certezza di trovare un basilisco nelle vicinanze quando una gallina faceva un uovo vuoto, anzi, l’uovo vuoto ed integro era un segno evidente che il basilisco era già uscito da lui inspiegabilmente attraversando il guscio. (LA
LUCE CRESCE SU MARIA AIUTO CHE OSSERVA DURANTE QUALCHE ISTANTE L’IMMAGINE
NELLA TELEVISIONE.) Maria Ascella: Dell’aspetto generale del basilisco non ne sappiamo niente. Ci sono molte bugie intorno a questo argomento e non è facile discernere paglia e fieno. Poteva somigliare ad una pernice o ad un verme. Ma i sui occhi, senza dubbio dovevano essere temibili. Maria Aiuto: (FINALMENTE TOGLIE LO SGUARDO DAL TELEVISORE E ABBASSA IL VOLUME CON IL TELECOMANDO E GUARDA IL PUBBLICO) Sei tu, Maria Aiuto, sei tu. La mia storia è semplice. Siamo tre sorelle, ma da molto tempo che abbiamo smesso di essere una famiglia. Spero che non vi scomodi che vi tratti cosi, dico, come pubblico, è provvisorio. Se volete vi racconto la mia storia. Tutto quello che vedrete è vero. (BUIO
BREVE. LA LUCE TORNA SU MARIA AIUTO CHE è NELLA STESSA POSIZIONE) Maria Aiuto: Siamo in tre. Ma una di noi, lo sappiamo, è adottata. Eravamo tre gemelle, ma una di noi mori nel parto. Mamma era sconsolata e non poteva godersi nessuna di noi sapendo che per sempre gliene sarebbe mancata una. Non importava quale fosse. Tenete conto che non mi piace affatto parlare di questo. Cosi cominciò la pratica di adozione quando era ancora all’ospedale. Era stato un parto molto difficile. Tutto questo raccontato da papà, (che pure lui ha avuto la sua parte). E’ meglio lasciar perdere. Cosi, dopo pochi giorni eravamo di nuovo in tre. Mamma e suo marito presero la decisione e furono inflessibili, adamantini: non ci hanno detto mai chi era l’adottata e ci hanno voluto tutte e tre allo stesso modo. Con un amore che a mala pena sarebbe bastato per una sola. Ci hanno chiamato Maria Aiuto, Maria Strega e Maria Ascella. Io sono Aiuto. Ma non ho prove per poter dire di essere la più grande o la legittima. Maria Ascella ha studiato un po’ di tutto ed è sempre stata molto brava in tutto quello che ha intrapreso. Cosi tenendo conto del livello di mamma e papà, noi due abbiamo sempre sospettato di lei. Proprio adesso conduce una trasmissione televisiva. Insegna fonetica, filologia comparata, quelle cose… Maria Ascella: (NELLA TELEVISIONE.) Per cui, in ogni caso, la domanda pertinente sarebbe: Chi può essere in grado di procurarci tale dizionario, un dizionario che spiegasse i simboli del mondo, le tracce che il mondo da su tutte quelle cose che ci sono sconosciute? Già abbiamo spiegato che non c’è nessun vincolo logico ne tanto meno naturale, tra il suono di una parola e il suo significato. Possiamo prendere la lettera “L”, se si vuole, e individuare lo stesso fenomeno. Appare la “L” nelle parole che riguardino un “concetto L” per cosi dire? Esiste un’idea sempre presente nelle parole con la “L”….? Dopo di questa pausa faremo un tentativo. Restate con noi perché quello che ci proponiamo è elencare una grande quantità di parole che contengano il fonema “L” e vedere che succede… che ci succede con questo. (BUIO.
SUBITO DOPO SI ACCENDE LA LUCE SU MARIA STREGA, SEDUTA AL LATO OPPOSTO DAL
TAVOLO. PARLA AL TELEFONO. LA
TELEVISIONE RIMANE SPENTA) Maria Strega:(…) si… non importa, papà…. Volevi qualcos’altro…(…) bene, glielo dirò se telefona, ma non credo che sia mia sorella…(…) e io che colpa ne ho…?… già non abbiamo due anni, non ti sembra..?…(…) bene, se telefona glielo dico….(…) No, io non la chiamerò affatto… e non voglio tornare sullo stesso argomento.(…) Preferisco non parlarle, allora chiamala tu. (…) E a me che me ne frega se Maria non ti vuole rispondere… Dille che è urgente… e che la vita di una di noi è in pericolo…. (…) Ma dai… non ti credo… non è vero. Nessuno può dimenticare una cosa del genere….(…) Si, si avrete bruciato gli atti di nascita , ma comunque dovreste ricordarvi chi era l’altra. Qualcosa… non so…. Il modo di sorridere quando ci davano la tetta… qualcosa, non so… lo sguardo di supplica di un neonato. Questo non se dimentica se si ha allattato un figlio, non so se ho reso il concetto? (…) Si, questo lo so pure… che mamma ti faceva uscire dalla stanza quando ci allattava…. (…) Avrà avuto le sue motivazioni… Qualche altra cosa…? (…) Come ti tratto..? (…) Perdonare..? Non c’è niente da perdonare, Imbecille! (CHIUDE
TERRIBILMENTE ESALTATA. SI RICOMPONE. IMMEDIATAMENTE DOPO SI MORDE LE UNGHIE.
GUARDA IL TELEFONO. DUBITA. ACCENDE LA T.V.) Maria Ascella: (ESAGERA NOTEVOLMENTE LA PRONUNCIA DELLA “L”. IL PIANO E MOLTO CHIUSO, PRATTICAMENTE SI VEDE SOLTANTO LA SUA ENORME BOCCA CHE OCCUPA TUTTO LO SCHERMO) “Lago”, “laghetto”, “landa”, “laguna”, …. gli “isolani” e altri infiniti esempi che parlano evidentemente della vecchia ipotesi che la “L” è liquida, ed è presente in tutti quei concetti che c’entrano con l'acqua. “Lake”, “Little lake”, “Lagoon”, “Loch”, “Island”, “The islanders”.... Cambia la lingua, ma la presenza liquida di questo fonema, è innegabile. Adesso vediamo cosa succede nelle parole come “acqua”, “nave”, “oceano”, “brocca”, e tante altre che sembrano voler rifiutare l’idea che….. Maria
Strega:
(ABBASSA IL VOLUME COL TELECOMANDO. L’IMMAGINE SENZA AUDIO DI MARIA ASCELLA
CONTINUA SULLO SCHERMO. MARIA STREGA PRENDE IL TELEFONO IMPULSIVAMENTE E FA UN
NUMERO) Aiuto…?
(… ) Si,
sono io. Aspetta, sul serio, non riattaccare. E’ importante… mi ha
telefonato papà… (…) cioè Armando (….)
Come
quale Armando? Armando Lafàrrega… Pronto!
Pronto! (HANNO
ATTACATO. GUARDA IL TELEFONO E LO RIMETTE A POSTO. PRENDE UNA SIGARETTA E SE LA
METTE IN BOCCA SENZA ACCENDERLA. RESTA COSI QUALCHE ATTIMO CON LO SGUARDO PERSO.
DOPO GUARDA LA SIGARETTA SENZA FUMARLA, PRENDE IL TELEFONO E TORNA A FARE IL
NUMERO.) Ma quanto sei stronza!… Non c’è bisogno che tu parli… e se non fosse per le stupide circostanze… di cui appena poco fa sono stata messa al corrente… non ti avrei mai più telefonato in vita mia. Continuo a pensare che sei una perfetta idiota. Neanche ricordo il tuo numero, e infatti per telefonarti ho dovuto mettere sottosopra tutta la casa per trovare una agenda del 92 dove avevo segnato il tuo numero. Pensavo di averlo buttato (….) No, papà non me lo ha dato… cioè… Armando non me lo ha dato… Ma perché domandi questo….? (…) A me non importa. Ascolta bene perché sarà l’unica cosa che ti dirò. Sembra che mamma stia morendo per una strana malattia incurabile… che si trasmette da mamme a figlie… legittime… è ovvio. Bisogna cominciare a fare la chemioterapia nel caso che… dico… due di noi. Cosi soltanto se ne salverà una, hanno detto i medici. Mamma e papà dicono che non si ricordano chi fosse (…) lui dice che dopo tanti anni…(…) lo so già…. Racconta una storia inverosimile di come hanno bruciato gli atti di nascita nella zuppiera di porcellana della nonna… (…) quella che continuavano a conservare con i manici rotte che adesso vengo a sapere si sono rotte nel fulgore delle fiamme…. (…) No, la clinica non esiste più… si bruciò nel settanta… (…) Non essere deficiente, certo che non sono stati papà e mamma…! (….) Vogliono vederci, magari se mamma ci vede si ricorda (… ) è una questione di vita o di morte…. (…) Quanto prima…. Cosi… se vuoi andarci…. mi telefoni… e ti do l’indirizzo (… ) Mi telefoni e te lo do (…) è cosi, dovrai telefonarmi (…) Non me ne frega niente che tu non voglia telefonare a lui ..! Dovrai telefonare a me, almeno… (…) Voglio vedere si tu non mi telefoni perché non hai il mio numero… (... ) E no..! Io non penso affatto di andare in quella maledetta clinica. (…) Te lo sto dicendo solo perché Armando me lo ha chiesto… e ti voglio specificare che gli ho detto che non l’avrei fatto(…) Come vuoi…! Maria Ascella: …. Per non parlare dei greci, che si presentano come un esempio troppo semplicistico per dimostrare la complessità dei rapporti amorosi, dell’identità sessuale e del atto amoroso e del suo legame con la riproduzione della specie. Che cosa è se no “Il banchetto”….? Questi Greci, preoccupati per… (SUBITAMENTE ALLARMATA DALLA TRASCURATEZZA) Certo mi riferisco alla Grecia Classica… (PAUSA TESA NELLA QUALE SI DOVREBBE UDIRE IL SUONO DELLA T.V.) Cioè, … la domanda sarebbe…. Perché pensare che una famiglia sia il miglior modo di organizzare i corpi nello spazio….? (PAUSA) E per favore che sia chiaro che mi sto riferendo ad uno studio di campo su esempi linguistici e che in nessun modo si potrebbe… (MARIA
STREGA ABBASSA IL VOLUME COL TELECOMANDO E FA UN NUMERO.) Maria
Strega: … si, sono qui. Sono io, Armando…(…)
No, sono Maria Strega…(…) ho appena parlato con
lei…(…)
No, non importa. Me ne sono accorta che siete più
preoccupati per lei che per me… E io non sono mica stupida …
ho messo insieme i pezzi. (…)
No, non penso di venire… (ASCOLTA
A LUNGO QUELLO CHE LE DICONO DALL’ALTRA PARTE. GUARDA IL TELEFONO E ATTACCA.
SI AGGROVIGLIA SULLA SEDIA, VUOLE PIANGERE E NON PUO. PRENDE UNA FORBICINA E
GIOCA CON UNA CIOCCA DI CAPELLI E QUASI SENZA GUARDARLA, LA TAGLIA. BUIO). (SI
ACCENDE LA TELEVISIONE, SOLA.) Para
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